S-Bahn di Padova: un sogno possibile – 2

Facendo seguito al primo articolo, vediamo quali sarebbero i principali interventi necessari di questo progetto.

Innanzitutto, alcuni tratti vedrebbero sovrapporsi alcune linee: saranno quelli a frequenza maggiorata, anche senza considerare le linee espresse (Exp):

  • Padova-Venezia
  • Padova-Vicenza
  • Padova-Monselice/Rovigo
  • Padova-Piove di Sacco
  • Padova-Camposampiero

Esse sono sicuramente le linee di maggior traffico e maggior interesse per i pendolari, sia quelli gravitanti su Padova – per lavoro o per abitazione – sia quelli del triangolo Venezia-Vicenza-Rovigo.

S-Bahn_veneto-padovana

Passiamo allora a vedere i principali lavori necessari, escluse le stazioni, per ognuno dei 5 assi ferroviari:

  • Venezia: nessun intervento, la linea è già quadrupla di suo;
  • Vicenza: garantire la possibilità futura di quadruplicamento della linea, ma di suo non servono particolari interventi;
  • Rovigo/Montagnana: costruzione della linea Rovigo-Conselve-Piove di Sacco (a servizio della linea S5);
  • Castelfranco/Bassano: raddoppio del ponte sul fiume Brenta a Vigodarzere;
  • ZIP/Chioggia: raddoppio della linea esistente tra Via Friburgo e l’Interporto, entro Padova, e costruzione di un sottopasso all’intersezione con Via Venezia, per sostituire il passaggio a livello; e ovviamente costruzione della linea ZIP-Piove di Sacco-Chioggia (Sottomarina).

Per ogni asse, saranno necessarie diverse stazioni, vecchie e nuove. Ne avranno bisogno anche i comuni interessati fuori della città metropolitana, ovviamente. Ci limitiamo ad elencare quelle incluse nell’ambito di Padova metropolitana. Tutte le linee si diramano da Padova Centrale (attuale stazione RFI), e da lì secondo le diverse direzioni, elenchiamo le stazioni, con in corsivo quelle da costruire:

  • Venezia: San Lazzaro*, Ponte di Brenta – Ippodromo**, Busa di Vigonza, Babato di Vigonza, Vigonza – Pianiga;
  • Vicenza: Montà, Taggì – Villaguattera, Bosco di Rubano, Mestrino-Ronchi, Campodoro – Lissaro;
  • Rovigo/Montagnana: Bezzecca, Chiesanuova, Brusegana, Voltabrusegana, Mandria, Abano Terme, Terme Euganee – Abano – Montegrotto;
  • Castelfranco/Bassano: Arcella, Pontevigodarzere, Vigodarzere, Terraglione – Rettore, Campodarsego;
  • ZIP/Chioggia: Friburgo, Industria, Roncajette, Messico, Ponte San Nicolò, Legnaro – Agripolis.

* stazione già prevista come fermata ferroviaria locale

** differente dalla vecchia stazione di Ponte di Brenta appena dismessa, situata più ad ovest lungo la linea

Come già scritto ieri, tutte le stazioni dovranno essere dotate di adeguati servizi, come – almeno dove possibile – adeguati parcheggi per automobili e biciclette. Nell’ottica dell’intermodalità, dovranno possibilmente anche essere servite dalle corse degli autobus locali, sostenendo il traffico passeggeri a lungo raggio e verso i principali attrattori. Un altro auspicio progettuale, è che siano tutte dotate di accesso pedonale da ambo i lati della ferrovia, in modo da evitare scomodi giri a chi le raggiungesse a piedi. In particolare per stazioni come San Lazzaro, Chiesanuova e Brusegana, con zone densamente abitate da ambo i lati, la soluzione migliore sarebbe un ampio sottopasso ovvero un cavalcavia ciclo-pedonale, utile anche per gli spostamenti di quartiere.

Possiamo già prevedere anche nuove linee. La prima, non appena sarà pronta la bretella ferroviaria per l’aeroporto di Venezia, collegando direttamente Padova con lo stesso:

  • S7 Padova – Mestre – Aeroporto Marco Polo

Altre espansioni future sono sempre possibili, come nuove fermate od un’estensione delle linee proposte. Per ulteriori, nuove linee se consigliano invece due come più importanti, previa valutazione se non convenga di più il collegamento via tram con le singole località dal centro di Padova:

  • S8 Passante Nord – Ovest (attorno all’hinterland da Selvazzano a Vigonza)
  • S9 Passante Sud – Est (attorno all’hinterland da Montegrotto a Vigonza)

 

Non intendiamo qui esaurire questo argomento, affascinante quanto complesso: ogni contributo è benvenuto, ed anche noi ci siamo tenuti volutamente sintetici.

In altri articoli esamineremo anche le altre forme di trasporto pubblico, nonché le possibili politiche di gestione e di prezzo dei biglietti. In un prossimo articolo, vedremo anche una soluzione alternativa, utilizzando semplicemente i treni locali (che tuttavia, lo ripetiamo, non costituiscono un sistema ferroviario metropolitano).

 

autore: Filippo Turturici

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