Mercatini di Natale: un’occasione da sfruttare in grande

Negli ultimi anni in quasi tutta Europa si è diffusa la tradizione dei mercatini di Natale, prima più limitata. Anche quelli che erano piccoli eventi collegati alle festività, si sono trasformati in mercatini cittadini “ufficiali”. Padova non ha fatto eccezione, e si può dire che ormai siano una tradizione del nostro XXI secolo. Ora che sono divenuti un evento consolidato ed atteso del nostro periodo natalizio, sarebbe forse ora di pensare più in grande, e rendere questo mese di mercatini un qualcosa in grado di attrarre autonomamente turismo da tutta Europa.

Per prima cosa, la location: anzi le location. Le Piazze e gli Eremitani sono la cornice ideale? A nostro avviso, sì, e quindi è bene che continuino ad esistere in questi luoghi. Poi si può aggiungere Via Roma, non sempre sfruttata in questi anni: ma è una via stretta, per quanto caratteristica, e già piena di gente ed attività, quindi forse poco adatta. Ecco che allora si potrebbe pensare a chiudere al traffico per questo mese Corso Garibaldi, Piazza Garibaldi e via Emanuele Filiberto (dopo l’incrocio con via Risorgimento): il terzo mercatino cittadino potrebbe dunque rimanere quello tra via Santa Lucia e la parte pedonale di via Risorgimento, ma snodandosi oltre lungo le vie di cui sopra, in un ideale connessione tra le Piazze, gli Eremitani e le altre attività commerciali della zona. Questo però è solo un piccolo ingrandimento: dove possiamo davvero pensare in grande, in centro a Padova? La risposta è naturale: Prato della Valle. Perché non sfruttare la più grande e più bella piazza monumentale europea, per un grande mercatino natalizio stabile? Sarebbe un’occasione magnifica, riservando l’angolo verso Santa Giustina agli spettacoli, tra cui il rogo della Vecia il 6 gennaio a chiudere i mercatini, ed il resto dell’ellisse ad una doppia fila di bancarelle natalizie intorno all’Isola Memmia. Il Foro Boario può invece essere dedicato ad attività quali il pattinaggio su ghiaccio ed i giochi per bambini, in altri anni già presenti, ma ovviamente marginalizzati senza un grande mercato stabile a fianco. Il mercato settimanale in Prato può essere invece, per questo mese, spostato o in altri angoli della piazza, o altrove nel centro storico, con beneficio di strade altrimenti non coperte da mercatini: la vicina via Umberto, ma anche via Altinate o via San Francesco. Sarebbe una grande occasione per rivitalizzare l’intero centro storico, con eventi e mercatini di livello europeo.

La seconda cosa, che segue, è di dare appunto un respiro più europeo a tali mercatini. Le bancarelle dovrebbero provenire davvero da tutta Europa, più una quota di bancarelle con prodotti tipici – anche cibo e bevande – veneti e padovani. Non bisognerebbe insomma, come finora fatto, puntare (quasi) solo a commercianti italiani dalle varie regioni: espandendo il mercatino, e dunque espandendo le possibilità, bisognerebbe far arrivare anche numerose bancarelle straniere, con i loro prodotti e le loro tradizioni. Padova potrebbe divenire la sede di veri mercatini europei.

La terza cosa sono gli eventi collegati. Innanzitutto, si potrebbe strutturare la stagione in 3 distinte fasi. La prima, con eventi clou il 6, 8 e 13 dicembre, sarebbe legata alle tradizioni europee ed anche venete di San Nicolò e Santa Lucia, con sfilate e spettacoli: perché ad esempio non portare i krampus tirolesi in città, o i cori svedesi? La seconda fase avrebbe come riferimento Natale, e potrebbe essere ad esempio collegata con i presepi nelle chiese cittadine (facciamo solo rapidi esempi di possibili eventi) e con mostre legate alle differenti tradizioni natalizie europee. La terza fase, tra Capodanno e l’Epifania, sarebbe quella finale, con grande chiusura in Prato al tradizionale rogo della Vecia. Nelle varie fasi, poi, spettacoli di pattinaggio su ghiaccio, eventi teatrali o spettacoli di gruppi folkloristici e musicali europei sarebbero i benvenuti.

La quarta e ultima cosa sarebbe ovviamente la pubblicità. Non solo in Veneto, ma anche in Italia ed in Europa: una grande campagna pubblicitaria è imprescindibile, per trainare il turismo, su tutti i media e specialmente internet. Un investimento consistente, che però si ripagherebbe a beneficio di tutta la città. E poi, se si organizza una festa così grande, bisogna pur farla conoscere in giro, no?

 

autore: Filippo Turturici

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