Gli utili del federalismo fiscale

Il ricorso presentato dal Comune di Padova con il patrocinio del prof. Antonini contro, di fatto, lo Stato Italiano contro il fondo di solidarietà ha avuto, e non era scontato, successo almeno in primo grado! Ne parla qui il Mattino. Alla nostra città spetterebbero indietro qualcosa come €52milioni, mica bruscolini.

Ma cos’era questo fondo di solidarietà? Dal nome, sembra che andiamo quasi a rubare nella cassetta delle offerte in chiesa: invece è proprio il contrario. E’ un fondo dove i comuni virtuosi, cioè quelli più ligi alle leggi e meno spendaccioni, mettono una (grossa) quota dei propri fondi, per “aiutare” i comuni in dissesto finanziario. Che non sono certo i poveri comuni colpiti da terremoti o tempeste, ma i comuni che con la loro finanza allegra e le spese ben al di sopra delle proprie risorse e possibilità, hanno un bilancio che è impossibile ripianare. Spesso con situazioni che si trascinano da decenni: sì, perché scandalo nello scandalo, in Italia il criterio della spesa storica degli anni settanta non è mai davvero morto. E quindi, in un cortocircuito kafkiano perfettamente degno di questo paese, le amministrazioni locali più oculate non hanno mai avuto una lira (ora euro) in più da spendere come volevano, rispetto a quanto fatto storicamente. Mentre le amministrazioni più allegre, già all’epoca con gravi buchi di bilancio, si sono visti assegnare i fondi non già in base alle risorse raccolte sul territorio o al fabbisogno calcolato sul numero di abitanti, ma semplicemente su quanto avevano fino ad allora speso! In pratica, chi amministrava bene “regalava” e regala ancora i propri soldi a chi invece ha le mani bucate (per non insinuare di peggio). Fenomeno quest’ultimo che è vero, è tipico di Roma e del Sud, ma non in maniera così netta: anche molte medie e grandi città del Nord ne hanno approfittato. Meno quelle venete, col caso a parte di Venezia (che però beneficia di una legge speciale).

Il federalismo fiscale non è, a dispetto del nome, alcun ché di federalista: è una semplice ripartizione delle risorse secondo criteri di giustizia e buon senso. Quello che da noi sembra un grande e controverso passo, nel resto d’Europa è un semplice dato di fatto, cioè si spende per quanto si ha e non per quanto si vuole avere; e se un comune ha maggiori fondi a disposizione, è corretto che possa spenderli in proprio, e non inviarli altrove. Il ricorso del Comune di Padova ha centrato proprio questo punto, oltre ad altre questioni. C’è chi ha definito, perfino nella nostra regione, inutile questo federalismo fiscale: vediamo invece quanto sia utile. Anzi, quali siano i suoi utili per noi: e quanto sia inutile chi, politico, non pensa che il riordino della spesa pubblica regionale e comunale non sia una priorità.

 

autore: Filippo Turturici

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2 pensieri su “Gli utili del federalismo fiscale

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