Vuoto di potere e degrado

La nostra città, anche ad occhi foresti, non appare l’isola felice che potrebbe essere, a guardarne i monumenti o i percorsi fluviali. C’è un senso di pace e bellezza, che però si perde in un senso di disagio, a volte di fronte a manifestazioni becere, altre volte in maniera meno palpabile. Non ci si sente sicuri né si vede una città pulita e tranquilla come vorrebbe essere: il degrado avanza, verrebbe da dire. E’ proprio così? Si può obiettare che i reati sono in calo, come da recenti dati della Questura: il che è vero nel generale, ma poi vai a trovare un +47% negli scippi, fenomeno che forse colpisce meno i politici uomini e quindi meno visibile a certi partiti.

Ma poi, questo degrado è solo criminalità? Certamente no: il degrado è anche criminalità, ma non solo. Il degrado è certamente gli spacciatori nei bagni del nostro amatissimo Santo, o in bicicletta in Prato e nei parchi; e i furti e le rapine, in casa e in strada; sono coloro che bighellonano senza meta tutto il giorno ed intimoriscono la gente comune, indipendentemente dalla nazionalità o dal colore della pelle. Ma il degrado è anche i marciapiedi e le strade sporchi e poco curati, o il traffico caotico, o gli argini mal sfalciati. Il degrado sono anche quei padovani, che non offrono un bello spettacolo di sé in giro, e che non hanno alcuna cura degli spazi comuni né dei propri concittadini.

L’insicurezza è insomma solo una parte del problema più generale del degrado. Che peggiora nei mesi di vuoto di potere, con ben due commissari esterni e non titolati (se non per ragioni politico-burocratiche) a guidare la nostra città. Serve una svolta politica sul tema, che non può che arrivare con una guida salda (ed elettiva). E ci vogliono idee chiare: non solo ordine pubblico, sul quale c’è sicuramente bisogno di maggiore fermezza e pene più certe; ma anche pulizia e riordino degli spazi pubblici, tolleranza zero per i comportamenti scorretti al volante (e in bicicletta), e tutto il resto fino al decoro di noi padovani. Purtroppo, la nostra città vive in questo degrado da troppi anni, dove alcune precedenti amministrazioni non hanno mai capito né il disagio della gente comune né l’importanza dell’ordine e del decoro pubblici.

Perché, il primo passo contro il degrado, lo dobbiamo in realtà compiere noi, nel nostro piccolo: è il nostro piccolo, ma importante potere. Riprendiamoci dunque la nostra città, partendo da noi stessi.

 

autore: Filippo Turturici

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3 pensieri su “Vuoto di potere e degrado

  1. L’ordine pubblico non attiene ai sindaci. Chi parla di degrado per attirare voti fa solo un pessimo servizio alla propria città. E poi per piacere cambia nome a sto blog che diciamocela tutta fa wannabe da provincia. Dai su!

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    • Ciao Ricpast,
      grazie per il tuo commento! Purtroppo, però, non sono d’accordo. Il “degrado” non è solo ordine pubblico, forse dovevo scriverlo con più forza: sono anche le scritte sui muri, le auto mal parcheggiate e la sporcizia per terra, ad esempio. Ho purtroppo avuto qualche riscontro di “foresti”, oltre ai numerosi padovani che se ne lamentano, sul tema della pulizia e del decoro oltre che della criminalità. Il blog vuole parlare delle opportunità, ma ogni tanto anche dei problemi di Padova, e non è negando che abbiamo un problema (anche secondario) che lo risolveremo. Certo sono d’accordo con te, che non è urlandolo in campagna elettorale (cosa che, quest’anno, pare accomunare tutti gli schieramenti) che si fa un servizio alla città.
      Non è inoltre del tutto vero che il sindaco non ha alcuna influenza in materia di ordine pubblico. Non ha competenze dirette, ovviamente; ma l’indirizzo politico rimane importante. Nonché la capacità di agire assieme alla prefettura ed alla questura per risolvere le situazioni peggiori.
      Quanto al nome del blog, spiacente, rimane com’è 😉

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  2. Pingback: Degrado parte terza: più pattuglie in città? | lacapitaledelnordest

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