Stadi di Padova: vince lo status quo, una proposta alternativa

Con le parole dell’assessore allo sport Bonavina di oggi, possiamo mettere una pietra sopra al progetto di un Plebiscito “calcistico” e di un abbandono (almeno temporaneo) dell’Euganeo. Argomento trattato precedentemente qui, qui e qui. Avevamo sentito giorni fa la prima intervista a Bonavina,  col progetto palesemente irrealizzabile di tornare a giocare all’Appiani, anche solo temporaneamente. Il vecchio e glorioso stadio non ha né la capienza né tutta l’impiantistica necessaria per un campionato di Lega Pro del Padova: ci vorrebbero costosi lavori di adeguamento, e ora che finissero, sarebbero già finiti anche i lavori all’Euganeo. Viceversa, questa proposta era realizzabile per un Plebiscito con l’attuale capienza di 8-9mila posti ed i lavori già finanziati, ma questo argomento è ora tabù. Il Calcio Padova rimarrà dunque a giocare all’Euganeo, pur inadeguato e sovradimensionato, mentre al Plebiscito resterà (per pochi incontri di cartello) il Petrarca Rugby.

Un progetto invece “possibile” ed auspicabile, ma che ci vede fortemente dubbiosi, è quella di capitali privati per la ricostruzione delle curve dell’Euganeo e l’eliminazione della pista d’atletica. Ma dobbiamo chiederci cosa otterrebbero in cambio i privati? Fermo restando che per noi è un bene che i privati entrino finalmente nei nostri stadi, e che è legittimo che aspirino al giusto guadagno sui propri investimenti, gradiremmo comunque sapere in anticipo a quali condizioni. Ma soprattutto, a chi sarebbero legati: al Calcio Padova, alla Zed, o ad altri soggetti non coinvolti con lo sport né col business dei grandi eventi? Dubitiamo insomma della concretezza della proposta.

I fondi già destinati al Plebiscito, in gran parte ottenuti e quindi vincolati tramite un mutuo del credito sportivo, vengono quindi dirottati su progetti sparsi e minori, con l’obiettivo di mantenere e migliorare l’impiantistica sportiva comunale. Questo forse cozza contro certe promesse elettorali, un po’ troppo frettolose, di destinare tali fondi vincolati al “sociale”, benché pure l’attività sportiva minore sia in fondo una forma di “sociale”: i € 3 milioni di credito del Credito Sportivo, appunto non sono fondi comunali e non sono spendibili in altri progetti non sportivi. Sempre difficile invece decidere se destinare fondi simili ad un unico, grande progetto che andava a tamponare gli errori dei decenni precedenti; oppure “a pioggia” a progetti minori, che però coinvolgono una parte maggiore della cittadinanza.

Altre voci sono talmente peregrine, che ci auguriamo non siano reali opzioni in mano alla nuova amministrazione. Ci permettiamo invece di suggerire una contro-proposta, in linea col nuovo corso e certamente più praticabile. Euganeo:

– realizzazione della fermata ferroviaria locale di Montà, per dare un’opzione di trasporto pubblico di massa allo stadio;

– concessione per 99 anni al Calcio Padova, in cambio di (vedi sotto);

– eliminazione della pista d’atletica;

– prolungamento delle tribune verso il terreno di gioco;

– eliminazione delle barriere tra spalti e terreno di gioco;

– demolizione delle curve attuali;

– edificazione di due curve di almeno equivalente capienza, vicino al terreno di gioco;

– 32-35mila spettatori con almeno 3 stelle UEFA, per ospitare anche incontri internazionali di calcio e rugby.

Lavori che andrebbero eseguiti in un arco di tempo di 5-10 anni, sperando che il Calcio Padova finalmente torni in Serie A entro il 2020-2025.

Plebiscito:

– miglioramento parcheggi e viabilità, come già avviati;

– permesso di edificazione fino a 12-13mila posti, con due curve, se qualche società vorrà intervenire in futuro;

– concessione pluri-decennale al Petrarca Rugby e ad una seconda squadra cittadina di calcio, che abbia mezzi economici ed ambizioni di professionismo a lungo termine.

Colbachini:

– miglioramento della pista di atletica e di altre infrastrutture, come già avviata;

– tribune mobili fino ad un massimo di 10mila spettatori, in occasione dell’annuale meeting Assindustria;

– spostamento del Valsugana Rugby in questo impianto, per avere finalmente uno stadio adeguato (ci giocavano già le Fiamme Oro ai tempi …d’oro, ci risulta).

In questo modo, tutti e tre gli stadi avrebbero finalmente un senso ed un futuro. Vedremo quale sarà dunque la politica della nuova amministrazione in merito, ma anche delle amministrazioni seguenti.

 

autore: Filippo Turturici

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