Nuove strade per la Patreve

Oggi usciamo un attimo da Padova, per dare un occhio alla più grande “metropoli diffusa” chiamata Patreve: dalle iniziali di Padova, Treviso e Venezia. In realtà allarghiamo il nostro sguardo anche verso Castelfranco Veneto, trasformandola in un quadrilatero. Zona già densamente popolata, è oggi un insieme di aree urbane che è difficile ricondurre alla sua origine agricola (in Terraferma) e marinara (in Laguna). Decenni di sviluppo rapido ed incontrollato, associato ad una certa miopia politica, l’hanno dotata degli abitanti e delle case ed industrie di una metropoli: ma non di tutte le infrastrutture. Continua a leggere

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Vuoto di potere e degrado

La nostra città, anche ad occhi foresti, non appare l’isola felice che potrebbe essere, a guardarne i monumenti o i percorsi fluviali. C’è un senso di pace e bellezza, che però si perde in un senso di disagio, a volte di fronte a manifestazioni becere, altre volte in maniera meno palpabile. Non ci si sente sicuri né si vede una città pulita e tranquilla come vorrebbe essere: il degrado avanza, verrebbe da dire. Continua a leggere

GRAP: un Orbitale a ovest

Le tangenziali di Padova dimostrano che, a volte, anche i progetti che si trascinano per decenni tra mille problemi e mille critiche, giungono da qualche parte. E’ una storia che parte con la tangenziale della ZIP negli anni ’60 del secolo scorso, per poi “chiudere l’anello” di un sistema di superstrade attorno al nucleo urbano, parallelo e separato dal sistema autostradale: credetemi, pochissimi ce l’hanno nel resto d’Italia, e quasi tutti tra Veneto, Friuli ed Emilia. Non è però tutto oro quel che luccica: Continua a leggere